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  lastanzadibombay [ ]
         












19 novembre 2004



Mi dispiace ma non mi convincerete mai....

il mondo si può cambiare eccome.




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18 novembre 2004

precisazione

qualcuno leggendo il mio ultimo post ha pensato che rappresentasse il mio ritiro in extremis dal gioco....

aapazziiiiiii!!!!

secondo voi sto qua da un mese e mi ritiro l'ultimo giorno?

ma pensa te...

Mo scappo.

(ma roba da matti... tutti una massa di comunisti drogati...)




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18 novembre 2004

La stonza chiude

E così siamo arrivati alla fine. La stanza che ho occupato per tutto il tempo possibile chiude.
Nell’andare via da casa, ci tengo davvero a ringraziare e a fare i complimenti agli ammmministratori. Hanno dato vita a un bel gioco, che mi è piaciuto fin dall’inizio. Sono stati dietro agli umori di noi inquilini, si son davvero sbattuti.
E poi, ve ne siete accorti che casacannocchio è durata un mese esatto? Ce l’han fatta, come avevan detto, nonostante squalifiche, abbandoni e new entry.
Davvero: bravi!

Io mi son divertito proprio tanto. Certo, in questo mese ho avuto anch’io momenti in cui proprio non m’andava di scrivere sul tema indicato, piuttosto che avendo i coglioni girati per conto mio non vedevo l’ora che finisse il gioco.
Ma come scrissi su Bombay, amo giocare e diffido di chi non fa altrettanto, sicché ho cercato di onorare quanto più possibile la mia presenza in casa.

Saluto i due superstiti, tra i quali di certo e forse pure giustamente il vincitore (ho detto forse!), e tutti i vecchi inquilini.

Noi uomini siamo ossessionati dall’idea dell’eternità, dell’infinito. Bè, questa stanzetta è qualcosa che rimarrà per molto tempo. Una finestra aperta. Un bel regalo.

Grazie ai folli scatenati che mi han letto.
Ora vado a sbevacchiare, che quando le cose finiscono mi viene sempre addosso una gran malinconia.

adieu

Ps. Cari ammministratori, se lasciate dov’è quella bottiglia vuota di Bombay sulla mensola mi fate un gran favore.




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18 novembre 2004

Perché io (...vedi link...)

Il motivo per cui io dovrei essere l’unico e incontrastato padrone di casacannocchio lo espressi già sinteticamente ed efficacemente qui, all’indomani dell’apertura di Bombay.
Qualora ciò non bastasse, passiamo ai motivi per cui NON votare gli altri due esseri ancora presenti in casa.

Il fruttivendolo
Il suo non è un blog, no, è un raduno scout, cazzo! Lui assembra, chiacchiera, comitivizza. Mica è un posto in cui si va a leggere qualcosa d’interessante, no, è un’osteria dove l’oste ha sempre una buona parola per tutti. Quindi un oste alquanto anomalo direi...
E poi ma che cazzo ha, un tic?
Ma possibile che non riesca a terminare un commento senza infilarci un coso di questi:
;o)
ma che è? C’ha una paresi all’occhio, diranno i più... e invece no, è la prova provata del suo leccaculismo, della sua volontà accentratrice, del suo lisciare per farti tanto suo amicone, massì che poi andiamo tutti a Velletri a magnà le sarsicce.
Secondo me questo comportamento è conseguenza dei lunghi periodi che quell’uomo passa tra i boschi, parlando a gnomi, mangiando bacche e declamando a voce alta da solo impronunciabili nomi latini di piante varie.
Poi quando ritorna, si siede alla scrivania, accende il pc e porello se sfoga con la socializzazione... tenta de recuperà...
Anche sta cosa di pubblicare i nomi di tutti i bloggher che – lui ne è certo – voteranno per lui... che caduta di stile!
Fonda er cleb, lui...
Fuori, fuoriiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!

La stangona
Anche lei, difatti degna alleata del sopracitato, è afflitta da sindrome di socializzazione a tutti i costi. Me la ricordo io quando nel suo blog organizzava le merende, le colazioni.... e giù, tutti a chattare come degli assatanati.
Uno dice: “ma com’è tutti quei commenti, famme un po’ legge che ha scritto”... ma non ha scritto un cazzo! Ha scritto che offre le briosc!!! Suvvia, siamo seri...
Quando poi non organizza party chattaroli, si lancia in lunghe, inutili quanto smielose descrizioni di paesaggi, passeggiate, panorame, pasticciate.... se poi scrive di incontri con uomini, bè, prima di leggè ve dovete armà d’una bella dose d’insulina... miele a cascate....
Questa donna, metà avvocato metà walkiria, dev’essere rinchiusa in un locale con una ricca videoteca genere Via col vento e Pretty woman, scatolone stagionale di Nutella, il pc con cui fare le feste, e buttare via la chiave.
E poi, su... mi scambia la terza persona singolare con la prima.... non se pò leggere, non se pòòòòòò!
Fuori, fuoriiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!




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18 novembre 2004

La belva

Mentre me lo succhia, penso: “cazzo, questa è la regina del pompino”. Ci eravamo conosciuti da poco e ancora non sapevo a cosa sarei andato incontro.
Amica di una mia ex, ci presentammo durante un’amena festicciola al termine della quale le nostre lingue sondavano scrupolosamente ogni millimetro quadrato della bocca dell’altro.
Era la prima volta che avevo a che fare con una donna tanto più anziana di me: 42 anni. Ma cazzo, vi assicuro ne dimostrava tranquillamente la metà... bellissima! Capelli neri e lunghi, occhi scuri e profondi, labbra che manco dopo trenta operazioni plasticose si può raggiungere tal opera d’arte, tette clamorosamente grandi e sode per la sua età, culo impressionante. Calabrese di nascita, si trasferì nel nord america da piccina e a 18 anni fu eletta miss della sua città e partecipò al titolo nazionale.
Insomma, al primo appuntamento, dopo un paio di drink, ci s’infratta svelti nella sua macchina, avvolti dal complice buio della brianza. E qui mostra tutta la sua maestria nell’arte del pompino.
Al secondo appuntamento il copione è lo stesso. Cambia che aumentano i drink e in macchina si tromba. La signora era dotata di gippone, comodo, alto e ampio. Urla, gemiti e frasi zozze mai udite prima fanno da colonna sonora al suo godimento.
Inizio a pensare che la ex miss abbia proprio una sconfinata passione per il sesso. Ottimo: scopa e basta. Non rompe i coglioni con alcun tipo di programma alternativo da possibile coppia, beve come un cammello e non ha inibizione alcuna.
Non ci sentiamo più per alcuni giorni. Poi mi telefona: “domani sera vieni da me”. Purtroppo quelli erano giorni di lavoro intensissimo per il sottoscritto, di quelli che stai in giacca e cravatta dall’alba a notte fonda, ti tocca sorridere in continuazione a rischio paresi e sei costretto a mantenere alta la concentrazione perché qualsiasi stronzata detta potrebbe rivelarsi fatale. E io di stronzate ne dico...
Arriva il giorno dopo.
Appena mi libero, tipo verso le nove di sera, la chiamo dicendole che sarei passato a casa, fatto una doccia, mangiato un boccone e diretto verso la sua magione. Ma dall’altra parte della cornetta un dictat chiaro, solenne e inappellabile: “No, vieni qui subito”.
Anche se ho un’adorazione viscerale per la patonza, dopo certe giornate di lavoro il mio primo desiderio è stare accoccolato al bancone di una qualsiasi bettola, bere da fare schifo, cantare Pupo, mandare affanculo assieme all’amico barista qualche avventore stronzo... insomma, rilassarmi. E poi un bel pompino. Poi.
Ma no. Lei aveva ordinato di recarmi tra la sue cosce immediatamente.
Ubbidii.
Mentre ero chiuso nell’ascensore che mi stava portando al piano della signora, tutto ancora impiccato nella mia cravatta, speravo di trovare al mio arrivo almeno una frugale cenetta innaffiata da un buon vino rosso: la pancia reclamava cibo. L’ascensore arriva a destinazione. Sul pianerottolo solo una porta. Suono il campanello.
La porta si apre e mi trovo davanti la signora con indosso solo una vestaglia bianca, trasparente e lunga fino ai piedi, completamente aperta. Sotto niente di niente. Tutto a portata di mano.
Deglutisco. Sto per dirle “ciao” quando lei muta come un pesce mi afferra per la cravatta, mi trascina dentro casa, incolla la sua bocca alla mia, me la spalanca con le sue forti labbra e ci versa dentro una sorsata di gintonic.
Sono completamente sbigottito.
Non faccio tempo a ingoiare il nettare che mi ha già trascinato verso il divano dove lei, dopo essersi seduta, inizia subito a sbottonare, slacciare, scernierare e subito a succhiare a me che sto in piedi di fronte a lei.
Ma porca zozza, penso, non poteva farmi sedere a me e inginocchiarsi lei per terra? Sono stanco morto, cazzo!
Finito il maestoso pompino, si alza e mi sbatte sul divano. Ho ancora la cravatta. Si toglie la vestaglia, si gira di spalle e inizia a strusciare le sue chiappe sulle mie parti basse. Ho la pressione sotto i piedi, un colorito suppongo verdastro, sono vicino al collasso.
Quando finisce di urlare le più mostruose oscenità (io avevo finito già da un pezzo ma non credo le importasse granché...), si alza e mi guarda soddisfatta. Con un fil di voce le chiedo se ha qualcosa da mettere sotto i denti. Lei sgrana gli occhi e mi fa: “Più tardi, caro, più tardi. Vado un attimo in bagno. Tu non ti muovere”.
Utilizzai le ultime briciole di energia che avevo in corpo per raccogliere in fretta i miei stracci e correre via.

Rincontrai la belva qualche mese fa, per caso, in un bar.
Ebbi paura.




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18 novembre 2004

Annuncio

Siamo alla fine. E come sempre, quando arrivo alla fine di qualcosa, mi girano parecchio i coglioni. Ma parecchio.
Seguiranno tre post o quattro post.
Due saranno rivolti a quei pochi cerebrolesi che ancora non avessero capito perché è duopo sbattere fuori il fruttivendolo e la stangona.
Uno sarà una storia di sesso e alcol.
E uno... non lo so. Sì, non lo so, va bene?!? Non rompete i coglioni, non sono mica la Orsomando!

(ho bisogno di parecchia benzina oggi. Fortuna, che nel mobile dietro la scrivania c’è sempre la mia fida bottiglia di grappa!)




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17 novembre 2004

Regalo con furto di cuore

Regali ne ho fatti e ricevuti tanti. Molti mi son piaciuti, molti ho fatto finta che mi piacessero e molti altri li ho dimenticati o persi chissà dove.
Ma uno ha una storia speciale che dura tutt’oggi.
Avevo 17 anni, se ricordo bene, e stavo con una ragazza di due anni più grande di me. Era una dell’ultimo anno ed era tra le più carine e corteggiate del liceo. Quindi durante quei mesi mi aggiravo ancor più tronfio del solito.
A quei tempi giravo con una bicicletta comprata usata in società col mio amico, quello che oggi vive in un camper e vende camper lassù nello Yorkshire. Fatto sta che uscivamo sempre in due su quella bici e facevamo a turno a stare sulla canna. Ci eravamo detti che quando avremmo avuto un mezzo tutto nostro, avremmo diviso in due il telaio di quella bici e ognuno avrebbe appeso nel salotto di casa la sua porzione di bici. Fino alla vecchiaia.
Così non andò.
Arrivò la vigilia di Natale e il mio amico mi concesse l’utilizzo solitario della bici per uscire con quella ragazza. Sicché l’andai a prendere a casa. Si presentò con un pacco enorme e morbido. Per lei ne avevo uno più piccino: un maglione di lana. Montò sulla canna e andammo al cinema a vedere la Sirenetta. Ricordo che del film vidi ben poche scene. Stavo incollato alle sue labbra, belle, carnose, sensuali.
All’uscita dal cinema, come per incanto, iniziò a nevicare. Era davvero tutto perfetto.
Ci riavviammo verso casa sua in bici, sotto la neve, sorridendo delle persone che ci guardavano slittare a destra e sinistra con gli occhi che ci brillavano.
Arrivati sotto casa sua ci scambiammo i regali. Quello per me era un cuscino colorato.
Poi ci salutammo. Lei entrò nel portone a vetri, si girò e ci guardammo. Non eravamo sazi. Riaprì il portone, entrai e ci baciammo ancora a lungo nell’androne del palazzo.
Quando uscii in strada, la bici che avevo appoggiato al muro non era più lì. Rubata.
Era ormai Natale e i mezzi pubblici non circolavano più.
Ritornai a casa (dall’altra parte della città) a piedi, sotto la neve, con quel cuscino sottobraccio.

La mattina di Natale, al risveglio, telefonai al mio socio:
“Buon Natale caro, ho una notizia bella e una brutta, quale vuoi per prima?”
“Buon Natale anche a te. Quella brutta”
“Mi hanno rubato la nostra bicicletta”
“Merda, com’è successo?”
“L’ho lasciata appoggiata a un muro per dieci minuti e l’han rubata...”
“Sei un coglione! La notizia bella?”
“Sono innamorato”

E lo pensavo davvero. Poi la vita va avanti e le cose cambiano.
Ma quel cuscino m’ha seguito in tutti i miei cambi di casa e ancora oggi, tutto consumato, logoro e bucato, rimane ben piazzato sul mio divano.
Quella bimba era nata sotto il segno dei pesci. Non ci vediamo più da tanto tempo, ma ogni anno mi ricordo di quella vigilia di Natale.




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16 novembre 2004

Ogni tanto, mollate il colpo

Siete in parecchi conciati così.
Guardate che non fa bene.
Non fate come gli interisti: ogni tanto, mollate il colpo.
E uscite.




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16 novembre 2004



Io leggo ma raramente commento.
Per protestare è stato predisposto un apposito sportello.
Riceverete un modulo per essere formalmente mandati affanculo.




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16 novembre 2004

Guerra

Ma negli sfavillanti Steits non sentono l’odore di morte, di uomini bruciati?
Non odono le urla dei feriti, i pianti di chi ha visto morire tutti i propri cari attorno?
Non avvertono la fame e la sete?
Non sentono quel nauseabondo odore dei cadaveri in decomposizione per le strade?
Ma come si fa a continuare a professare la correttezza di questa guerra?

Ma dov’è Al Zarkawi?

Ma se io, da qui, nella quieta Milano, m’indigno a tal punto da sentire dentro di me il desiderio oscuro e velenoso di vendetta, cosa pensate che potranno mai augurare per generazioni e generazioni a venire gli iracheni a quel popolo di merda? Che cosa se non la morte?


FALLUJA - A Falluja, secondo la denuncia di Amnesty International, sta avvenendo un bagno di sangue che coinvolge indiscriminatamente la popolazione civile. Secondo l'organizzazione internazionale nella città sunnita si stanno violendo tutti i principi del diritto internazionale e delle regole di guerra.
Il convoglio umanitario della Mezzaluna Rossa ha lasciato la città, senza aver potuto distribuire - per l'ennesimo rifiuto statunitense - i suoi aiuti alla popolazione intrappolata nel centro cittadino, oltre il ponte sul fiume Eufrate.
Amnesty International, a supporte delle sue accuse cita un video, prima trasmesso da Channel 4 e poi rilanciato da molte tv Usa tra cui la Nbc, nel quale si vedono soldati Usa che uccidono un prigioniero iracheno ferito con un colpo alla testa. Il Pentagono ha deciso di aprire un'inchiesta sull'episodio. Nelle immagini si vede un gruppo di marine che entra in un locale crivellato di colpi. Sul pavimento diversi cadaveri e, appoggiati al muro, alcuni feriti che chiedono soccorso. E' a questo punto che scatta la furia omicida e partono i colpi alla testa esplosi da almeno uno del soldati americano.
«DISTRUZIONE INCREDIBILE» -Poco dopo la denuncia di Amnesty International arriva la testimonianza dei genieri del corpo dei Marine, che hanno cominciato la valutazione dei danni sofferti dalla città. «La distruzione è incredibile. Qualcosa di impressionante», ha detto il sergente Todd Bowers, ingegnere civile inquadrato nel Quinto Reggimento. Edifici in briciole, strade ricoperte di rottami, zero servizi. Il quadro che si è presentato loro è impressionante, secondo quanto riferiscono i testimoni e quei giornalisti che hanno avuto finora un limitato accesso alla zona. Oltre ai danni provocati dalla battaglia nelle strade cittadine fra insorti e militari, bisogna infatti contare quelli provocati dai lunghi cannoneggiamenti, dalla terra e dall’aria, cui la città santa sunnita è stata sottoposta per settimane. Non c’è strada che non sia coperta di macerie, pile di mattoni, lampioni divelti, arredi urbani contorti. Le mura dei palazzi sono crivellate di colpi.

...e intanto, in quel di Baghdad, gli americani procedono all’arresto del vicepresindente del palramento provvisorio (da loro instaurato), che negli scorsi giorni aveva tentato una mediazione con le frange estremiste per evitare l’attacco di Falluja...

BAGHDAD - Il vicepresidente del Consiglio nazionale iracheno (parlamento provvisorio) Nassir Ayef, membro dell'ufficio politico del Partito islamico iracheno, e' stato arrestato dalle forze americane. Lo ha detto il portavoce del partito.
''Abbiamo contatti con il governo e il Consiglio nazionale per ottenere la sua liberazione, dal momento che Ayef gode dell'immunita' grazie alle sue funzioni'', ha detto Samarrai, che non ha saputo precisare le ragioni dell'arresto.
Il portavoce ha fatto appello al primo ministro ad interim Iyad Allawi e al presidente del Consiglio nazionale Fuad Maasum, affinche' agiscano per ottenere la liberazione del dirigente politico.
Samarrai non ha escluso, parlando alla televisione satellitare Al Jazira, che l'arresto di Ayef sia legato alle ''pressioni esercitate sul Partito islamico a causa delle due prese di posizione nazionaliste riguardo agli avvenimenti in Iraq''. Le forze americane non hanno potuto essere contattate per commentare la notizia. Nassir Ayef aveva guidato la delegazione del Consiglio nazionale che si era offerta di mediare con alcuni notabili di Falluja per prevenire l'offensiva militare poi lanciata dalle forze americane e governative irachene contro i ribelli, che controllavano la citta' a ovest di Baghdad.
All'indomani dell'offensiva, iniziata l'8 novembre, il Partito islamico (sunnita, scaturito dai Fratelli musulmani) aveva annunciato il suo ritiro dal governo provvisorio iracheno in segno di protesta.






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15 novembre 2004

scienza ed emozioni

Ho sempre un atteggiamento distaccato e freddo nei confronti delle novità offerte dalla scienza, a parte la medicina. I nuovi prodotti tecnologici suscitano nel sottoscritto paura e diffidenza piuttosto che stupore e voglia di provare. Ritengo che facciano parte di un cammino dell’umanità verso il declino. Li usiamo male. Insomma per me il suono di un lp è unico e i compact disc piuttosto che gli emmepitre gli fanno un’emerita pippa.
Ma questa è un’altra storia.
Qualche giorno fa mi son seduto su un divano, al fianco della mia migliore amica. Una donna che conosco fin da quando eravamo due bimbi. Insieme abbiamo condiviso tanti passi importanti, insieme ci siamo arrabbiati, emozionati, sostenuti. Abbiamo pianto come gioito.
Suo marito ha acceso il televisore, ha infilato una cassetta nel videoregistratore e sullo schermo è comparso un fagiolino lungo 1,3 centimetri. Sono rimasto semplicemente scioccato quando abbiamo alzato il volume: quel fagiolino ha già un cuore che pulsa come quello di un cavallo di razza, e che fa un casino pazzesco: pupum pupum pupum pupum pupum pupum pupum pupum
Ho ascoltato il battito del cuore del nipotino più atteso.
E sono immensamente felice.





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15 novembre 2004

Le donne, i cavallier

Caro il mio burlone, ma allora mettiamo su tempi e misure la tenzone?! Va bene, ripongo la mia spada in camera di PomatA (saprà farne miglior uso…). Ma guardi che di fugaci coiti io ne ammonto a decine prima che la luna tramonti! E mandando pure affanculo a destra e a manca!
E sa allora che le dico? Perché non abbondoniam codesta magione e in coppia ci rechiam in un bel bordello a darci alla pazza gioia con fare porcello?
Lì potrem gareggiar su quanti coiti riusciam ad ammucchiar!




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15 novembre 2004

l’audaci imprese io canto

Ma dopo giorni trascorsi a lottare, tra sangue, feriti e cadaveri, il vergineo fior di PomatA non mi appaga. Esigo di goder delle morbide grazie di Carmilla!
Carmilla, Carmillaaa, ove sei?!?!? Mi aggiro per la magione in cerca di quella candida carnagione.
Oddio, cosa vedono i miei occhi! Non posso credere a simil vista!
Erninco, quel giullare barbone e poco rinco, geme, suda e ansima al fianco della mia Carmilla!
No, non posso sopportar oltre questo affronto!
PomatA, corri tosto nella camera che vide il tuo primo coito e torna portando teco la mia spada, che voglio trapassar da parte a parte quel fellone!
Ora vedrà cosa succede a prendersi gioco del Cavalier Ago!




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15 novembre 2004

Nel mezzo del cammin del nostro blog (riprovèm...)

Tosto sto tornando dall’ultima avventura in quel del Granducato di Tuscia, dove io, Cavalier Ago, scesi a dar manforte al mio cugino principe di Florentia, attaccato da quei bolscevichi di Livorno.
Vinta la pugna me ne torno verso il mio regno in groppa al mio ronzino scalpitante. Sol che la battaglia ha fiaccato le mie membra, e avrei proprio bisogno di un po’ di ristoro, un po’ di biada per il mio destriero e un gintonic e un letto caldo per me.
Tò, ma che vedo là? Essì, quella è proprio la magione della donzella Carmilla, sveglia, avvenente e cicciotta come una caciotta . A, quanto desio affondare il mio volto nelle sue morbide, profumate e candide carni.
Di certo non potrà rifiutar ospitalità a un nobile e stanco cavalier.
“Donzella Carmilla, son’io: Cavalier Ago. Si ricorda? Tempo fa sollazzò con notevole sapienza le mie parti basse! Suvvia, stanco e assetato sono, mi faccia entrare...”
...




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14 novembre 2004

et voilà (autoritratto)




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13 novembre 2004

ambòmbòmbòmbòòò

Io in rima non so postar
m’è sempre stata sul groppo la poesia
ma se guevarina devo corteggiar
la rima potrò far

Cavalcando col mio fido destrier
mi vidi un poco distratto
dal bar con specchio lucido dietro al bancone
Ma decisi di entrar con far bistrotto

Vidi allor Occhi mai visti
e allora dissi: “Ma li ho mai visti quegli occhi?”
e mi risposi: “NO”
e allora mi dissi: “Grazie”
e mi risposi: “Prego”

mi avvicino a quel di Guevarina
che splendido dunnin (penso)
c’è mica una grappa Donin?
“No, vaiaffanculo te e la grappa!”

dico: “c’ho un anello da parte,
l’amore mio m’ha lasciato
ma lo tengo da parte
per la prossima donna
che mi vinca il cuor”

e mi risponde: “l’anello, ficcatelo nel cul”
“Un gintonic messere, di grazia,
devo consolare la mia disgrazia”
“Prego cavaliere, si disseti volentieri”

Ma della mia esclusiva non so che farne
se dal mio bicchier l’amor mio non vuol sorseggiar
perché non capì che l’esclusiva mia già aveva
ma solo al passato tendeva

Esco dal bar con fare arcigno
monto il mio ronzin
finché non arriverò allo scrigno
di un amor che mi dica
“Volevi mica una grappa Donin?”




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12 novembre 2004

adieu




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12 novembre 2004

Sfatiamo un mito:

Miles Davis non era un drogato.
La tromba, semmai, era drogata di lui.





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12 novembre 2004

A suon di mito

Saranno stati anche due nazisti, maschilisti, pazzi, tiranni.
Ma rimangono due miei personalissimi miti.




E poi, entrambi con un'eleganza che al giorno d'oggi ci sognamo...




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12 novembre 2004

Mi dichiaro

Vedi, Marci, da quando lasciasti il tuo primo commento sul mio blog, in silenzio, ho iniziato a leggerti. Ed è stato amore al primo post. Ho iniziato a perdermi tra le righe del tuo diario. E più mi perdevo più sentivo crescere un’incredile attrazione nei tuoi confronti, sia intellettuale sia fisica (insomma, mi sa che sei pure una bella gnocca).
Ma tanto più cresceva in me questo sentimento, così aumentava la paura di espormi, di dichiararti tutto il mio amore. E non ti ho mai commentato.
Io sono un timido. (cazzo ridete, imbecilli!!?!)
E poi so che le speranze che il mio amore possa essere da te contraccambiato sono davvero minime. Io sono uno di quelli che tu definiresti “uno sciacquetto di lettere e fiosofia, inutile alla società e senza brio”. Poi tu sei una donna energica, attivissima, riesci a sostenere ritmi da girone dantesco. Al contrario di me, che dormirei per ore e ore al dolce suono della risacca.
Abbiamo idee politiche pressoché opposte. E se mai arrivassimo a una convivenza prima o poi mi faresti saltare in aria, grazie al tuo innato know-how nel realizzare prodotti esplosivi.
Però, qualche punto in comune tra noi c’è. Anch’io adoro sostare per ore in libreria perdendo la misura del tempo. E anch’io adoro le imperfezioni nelle persone.
E poi, con me non ti lamenteresti mai di quei fastidiosissimi squilletti che ti fanno sul cellulare: odio il telefono e ancora non ho capito il significato di fare uno squillo per poi mettere giù. E non lo capirò mai.
Insomma, Marci, so che il mio amore per te è costretto a rimanere del tutto platonico, etereo, immateriale.
Però, tu, ora, mi devi spiegare che cazzo ci devo fare con quelle migliaia di girasoli in plastica che ho comprato per te e non ho mai avuto il coraggio di recapitarti e che ora affollano la mia piccola tana in Chinatown..




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11 novembre 2004

2015, la legge è fatta così

Ogni cittadino del Libero Stato Italiano ha diritto a mezzo ettaro di terreno, che gli verrà consegnato dal demanio pubblico nei pressi del suo domicilio, in un raggio non superiore a una ventina di minuti di passeggiata.
In questo appezzamento di terreno, ogni cittadino è tenuto a coltivare marjuana. Ogni raccolto verrà così utilizzato:
un terzo per il consumo personale del beneficiario del terreno e della sua famiglia;
un terzo per la realizzazione di medicinali, tessuti, articoli cartacei;
un terzo per aromatizzare l’aria condizionata di tutti gli uffici pubblici del Libero Stato Italiano.
La legge mi sembra alquanto chiara. Io, in qualità di legislatore e padre costituente della nuova costituzione, ritengo che non ci sia altro da aggiungere, anche perché dopo questo enorme sforzo giurisprudenziale vorrei rilassarmi un pochetto. Quindi, non attaccatevici e passate ‘sta cazzo di canna.




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11 novembre 2004



Di uomo, di donna, di semplice creatura… Già di semplice creatura, una creaturina, un pupo. Guardando al futuro non riesco proprio a immaginarmi padre, no. Ma attorniato da nipotini, quello sì. Adoro quelle piccole creaturine. E tra qualche anno già mi vedo in vacanza per una settimana a Parigi con due di quei meravigliosi scriccioletti. Seduti a un tavolino di un bar di Montmartre, loro che succhiano avidamente i loro frullati di frutta e io che mi sbevacchio un buon gintonic.

(caro Vetro, mo son cazzi tuoi...)




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10 novembre 2004



Se non avessi mai saputo nulla di me
avrei dimenticato
di essere così dimenticato.

(Pessoa)




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10 novembre 2004

Vuoti nel cuore della rete

L’amore poteva essere anche in alcuni blog.
Che ora non ci sono più.




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10 novembre 2004

Venghino, signori, venghino!

Causa il protrarsi di catastrofica situazione finanziaria, il sottoscritto mette in vendita merchandising ideologico per raggiunto inutilizzo:

tessera del fronte della gioventù, accendino del duce, pin croce celtica, maglietta di che guevara, accendino di che guevara, fotografia con almirante, fotografia con de corato, kefiah originale di ramallah, tessera di attac italia, bibbia, manifesto del partito comunista di marx, maglietta della decima mas, passamontagna anarchico fatto in casa, raccolta completa de il borghese, fotografie delle ultime ore del leoncavallo in via leoncavallo, no logo, cartoline pacifiste, bombe a man e carezze col pugnal, sanpietrini, molotov inesplose, dispense dei radicali, tutti i discorsi del duce in musicassette, 33 giri con l’internazionale e molto altro.

eventualmente prendo in considerazione permuta con oggetti cui poter apporre l’iniziale maiuscola...

P.S. ...e pure il corano, non preoccupatevi.




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9 novembre 2004

Dimenticanze

Per leggere certe notizie talvolta ci vorrebbe proprio un'ombra de vin, ostrega!
Anche due o tre...
Uè, vecio, l'è proprio 'na generazione de merda!




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9 novembre 2004






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9 novembre 2004



La vita è solo un’ombra che cammina: un povero istrione, che si dimena, e va pavoneggiandosi sulla scena del mondo, un’ora sola: e poi, non s’ode più. Favola raccontata da un’idiota, tutta piena di strepito e furore, che non vuol dir niente.

William Shakespeare – Macbeth




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8 novembre 2004

Epiteti

Intemperante, che non sa moderare temperare i propri impulsi e i propri desideri; che rivela mancanza di temperanza, di moderazione; violento.

Irriverente, che manca della dovuta riverenza, del dovuto riguardo; irrispettoso, insolente.

Presuntuoso, che presume troppo di sé, che crede di poter fare cose superiori alle proprie capacità.

Adoro quando mi fanno tutti questi complimenti.

(la domanda è sottintesa...)




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8 novembre 2004



Ma dove cazzo avete messo le doppie, gli apostrofi, gli accenti, le virgole, i puntievirgola, i duepunti, i maiuscoli, gli accapo, le acca????
Cazzo, tirate fuori le acca e seppellite quelle merde di kappa! E poi, gli spaaaazi, figli di puttana, dove li avete messi gli spazi?!?!? Ridatemi gli spaziii!
E soprattutto, brutti stronzi ignoranti schifosi maledetti storpiatori della mia splendida lingua usate i punti, cazzo, i puntiiiiiiii!!!!
Dio, che schifo che fate!




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